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Albiano d'Ivrea

Albiano d'Ivrea

Albiano d’Ivrea è un Comune di circa 1700 abitanti, fa parte della Città Metropolitana di Torino ed è situato circa 53 chilometri a nord-est dal capoluogo, percorribili velocemente su autostrada. (A5 in direzione Aosta e diramazione in direzione Santhià, primo casello è Albiano).

Sorge sulla riva sinistra del Naviglio di Ivrea,  costruito come canale navigabile nel 1468 da Jolanda di Savoia per collegare la città di Ivrea a quella di Vercelli e per irrigare le campagne del Vercellese.

È adagiato ai piedi di basse colline, posto tra l’enorme cordone morenico  della Serra di Ivrea e la collina di Masino. 

L’antico nome Albiano mutò in Albiano d’Ivrea con Regio Decreto del 1862, dopo l’Unità d’Italia, in seguito a deliberazione del Consiglio Comunale in data 10.08.1862, cambio reso necessario dall’omonimia con altri Comuni italiani.

Dalla sommità della collina su cui sorge l’antico castello, lo sguardo spazia su gran parte della pianura canavesana, mentre a nord si presenta uno scenario alquanto singolare: l’imbocco della Valle d’Aosta con le prealpi, il Mombarone da un lato, la Bella Dormiente dall’altro e più in basso la Serra Morenica che, per un combinato effetto ottico si staglia con la sua cima orizzontale in un rettilineo perfetto per tutta la sua lunghezza.

Il Castello Vescovile

L’edificio originario venne edificato dopo l’anno 1000 e divenne dimora estiva dei Vescovi di Ivrea nel XVII secolo.

Ottone 1° (812 – 973) ridusse l’incontrastato potere dei feudatari o sostituendoli o spezzando i loro feudi e concedendo il governo delle città e di molte terre ai vescovi (vescovi-conti). In questo modo l’Imperatore riusciva a garantire l’unità dell’Impero, poiché alla morte dei vescovi, non potendo essi avere figli legittimi, il feudo tornava nelle sue mani.

Fu lui ad infeudare Albiano ai Vescovi di Ivrea per cui anche Albiano rimarrà per lunghi secoli legato alle vicende storico – politiche della vicina città.

I Ricetti

Ai piedi del Castello, recintato da poderose mura, difeso da torri e fossati, intorno al 1437 furono costruiti i Ricetti. Sono fabbricati disposti a gradoni sul pendio della collina, addossati tra loro e aventi ciascuno una superficie di pochi metri quadrati con cantinato sottostante.

Erano utilizzati come magazzini per custodire le provviste al sicuro dalle scorrerie dei predoni e in caso di assedi, ricorrenti per la rivalità tra i conti di Masino e il Vescovo di Ivrea.

 Le Chiese

La Chiesa parrocchiale di linea architettonica barocca, è stata edificata tra il 1770 e il 1779, su disegno dell’architetto Martinez da Messina, pronipote del grande Filippo Juvarra. L’attiguo campanile risale invece al medioevo.

È dedicata a San Martino, vescovo di Tours, poiché tradizione vuole che il santo vescovo francese sia passato per questo borgo nel IV secolo.

Oltre alla parrocchiale esistono la chiesa della Confraternita di Santa Marta e quella della Trinità.

Ancora una piccola chiesa, dedicata ai Santi Rocco e Sebastiano, nel luogo in cui era il Lazzaretto durante La Peste del XVII.

Infine, il piccolo Santuario della “Madonna della Crosa”, di pregevole fattura barocca, epoca a cui risale. Fu eretto dagli abitanti del Rione Crosa per rivalità verso gli altri abitanti del paese e con parere contrario del parroco del l’epoca. 

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